Segnalazioni editoriali

PubblicazioniIn questo spazio, il CeISVen pubblica notizie riguardo alle principali uscite bibliografiche relative alla storia di Venezia. Sono raccolte recensioni o schede elaborate dalle Redazione o sottoposte da autori esterni alla Redazione (che può valutarne la pubblicazione o meno).

Gli editori che volessero proporre i propri volumi per la recensione sono invitati a inviarli al CeISVen, c/o Prof. Alfredo Viggiano, Dipartimento DiSSGEA, Università di Padova, via Vescovado 30, 35141, Padova (PD).

Per contattare il caporedattore: federico.barbierato@ceisven.it

A cura di andrea.savio@ceisven.it e simone.lonardi@cesiven.it

 
Ermanno Orlando

Migrazioni mediterranee. Migranti, minoranze e matrimoni a Venezia nel basso medioevo
Il Mulino, Bologna, 2014

La città di Venezia, crocevia di mondi e di culture, contava, tra basso medioevo e prima età moderna, comunità consistenti di stranieri, in particolare tedeschi, albanesi, dalmati e slavi, greci, armeni, ebrei e turchi musulmani, oltre a un numero assai considerevole di schiavi. Questo volume analizza le modalità di inserimento degli stranieri, le loro strategie di adattamento alla città e la pluralità di interazioni tra la società di accoglienza e le sue minoranze. L’autore mette a fuoco le relazioni tra singoli e minoranze: come interagivano, come comunicavano con il gruppo maggioritario, come percepivano se stessi e la società ospite e come agivano in contesti di stretta prossimità e di assidua frequentazione. Emerge così quanto succedeva nelle strutture sociali di base e nelle aree di interconnessione, là dove i confini culturali e identitari erano più rarefatti e maggiori gli spazi per i compromessi e le reciproche contaminazioni. Ne è risultato il volto, forse più vero, di una società pluralistica di antico regime, fatta, come a Venezia, di convivenze plurime, di innesti regolari di persone, saperi e conoscenze e di confronti quotidiani tra diverse tradizioni culturali e religiose. (Dalla quarta di copertina).

 
Daniela Rando

Venezia medievale nella Modernità. Storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento
Viella, Roma, 2014

In che modo la fase storica iniziata ai primi dell’Ottocento e conclusasi dopo la seconda guerra mondiale concepì, immaginò e “costruì” il Medioevo veneziano? Fu Venezia stessa – la più antimoderna fra le città italiane, dalla forte carica metaforica – a sollecitare uno specifico immaginario storico, cui parteciparono anche medievisti, studiosi e critici della cultura. Questa l’ipotesi di partenza, formulata attraverso un itinerario che intreccia il nuovo interesse per Bisanzio, percepibile a partire dai primi decenni dell’Ottocento e oscillante fra eredità classica e fascino orientale, con la categoria interpretativa del “Gotico”, decisiva nel passaggio storico fra XIX e XX secolo, per poi valutare la considerazione della Venezia medievale nel dibattito su origine e natura del capitalismo, e infine come paradigma del colonialismo e dell’imperialismo. Pur offrendo dati puntuali su biografia e formazione intellettuale dei singoli autori presi in considerazione, il volume si allontana dai canoni della storia della storiografia per proporre riflessioni interdisciplinari in un più ampio contesto di storia della cultura, con attenzione critica a una scrittura “scientifica” che, in bilico fra storia e mito, contribuì alla costruzione narrativa della realtà storica. (Dalla quarta di copertina).

 
Egidio Ivetic

Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900)
Viella, Roma, 2014

L’Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà, frontiera tra Stati e religioni, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico, si interpreta qui la faglia divisoria, il confine tra Italia e Slavia, intese come dimensioni linguistiche e di identificazione, che per secoli si sono sedimentate, confrontate e infine contrapposte sulle rive orientali dell’Adriatico. I confini orientali d’Italia sfumano tra le civiltà urbane vincolate a Venezia e l’entroterra montuoso, si confondono nella stessa Slavia adriatica, in una reciprocità che complica l’idea dello spazio culturale e nazionale omogeneo, sia italiano sia slavo. Sullo sfondo di una riflessione storiografica transnazionale, e con lo sguardo non circoscritto alle periodizzazioni tradizionali, il libro ripercorre le convivenze e le divisioni tra popolazioni, decostrui­sce l’idea stessa di confine, andando oltre i canoni delle storiografie coinvolte e le separazioni culturali ancora vive in queste terre mediterranee. (Dalla quarta di copertina).

 
Matteo Melchiorre

Conoscere per governare. Le relazioni dei sindaci inquisitori e il dominio veneziano in Terraferma (1542-1626)
Forum Edizioni, Udine, 2014

La magistratura veneziana dei Sindaci Inquisitori, centrale nell’ordinamento veneziano e oggi ancora poco studiata, era responsabile di un controllo globale – specialmente giudiziario, amministrativo e finanziario – sul dominio in Terraferma della Repubblica di Venezia. I Sindaci, investiti di ampi poteri, nel corso del loro itinerario, che si svolgeva di cinque in cinque anni, esercitavano il loro controllo visitando tutte le città e i territori del Dominio, dall’Istria a Bergamo. Al termine rendicontavano il proprio operato in Collegio con ampie e articolate relazioni. Si pubblicano in questo volume gli unici esemplari superstiti del periodo 1543-1626 e due testi di commissioni sindacali, in grado di far luce sulla condizione della Terraferma veneta con un prezioso sguardo di sintesi. (Dalla quarta di copertina).

 
Giulia Albanese, Marco Almagisti (a cura di)

Il Veneto in rivista (Venetica 2014/1)
Cierre, Verona, 2014

Oggetto di questo numero sono le riviste in Veneto dal 1945 al 1989. Negli articoli si analizza in che modo e fino a che punto le riviste di ambito politico, culturale, religioso o legate al mondo del lavoro, sono riuscite a essere strumento di elaborazione per un territorio, come quello veneto, in fortissimo cambiamento tanto dal punto di vista socio-economico quanto da quello politico-istituzionale. (Dalla quarta di copertina).

Contiene contributi di Gadi Luzzatto Voghera, Giulia Albanese, Marco Almagisti, Marco Guglielmi, Serena Grimaldi, Omar Salani Favaro, Valeria Friso, Erika Lorenzon, Matteo Cesaretto, Marco Borghi e Giuliano Casagrande.

 
Eric R. Dursteler (a cura di)

A Companion to Venetian History, 1400-1797
Brill, Leiden, 2013

Gli studi sulla storia di Venezia sono stati recentemente protagonisti di una significativa espansione. Companion to Venetian History intende offrire nello spazio di un solo volume una panoramica degli sviluppi più aggiornati della storiografia veneziana. Il volume è organizzato per tema e copre un ampio raggio di argomenti, includendo la cultura polica, l’economia, la religione, le questioni di genere, l’arte, la lettera, la musica e l’ambiente. Ogni capitolo offre un ampio ma comprensibile sguardo – storico e storiografico – dello stato attuale della ricerca e dei possibili sviluppi futuri. Companion to Venetian History rappresenta un nuovo punto di riferimento per la nuova generazione di studenti e di studiosi di storia veneziana, e più in generale di storia dell’età moderna. (Traduzione dalla quarta di copertina).

Contiene contributi di Alfredo Viggiano, Benjamin Arbel, Michael Knapton, Claudio Povolo, Luciano Pezzolo, Anna Bellavitis, Anne Schutte, Guido Ruggiero, Benjamin Ravid, Silvana Seidel Menchi, Cecilia Cristellon, David D’Andrea, Elisabeth Crouzet-Pavan, Wolfgang Wolters, Dulcia Meijers, Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Deborah Howard, Linda Carroll, Jonathan Glixon, Paul Grendler, Edward Muir, William Eamon, Edoardo Demo, Margaret King, Mario Infelise, Margaret Rosenthal e Ronnie Ferguson.

 
Cecil H. Clough
Giovanni Pellizzari (a cura di)

Luigi da Porto. Lettere storiche 1509-1513
Angelo Colla Editore, Vicenza, 2014

Luigi da Porto (1485-1529), nobile vicentino amico del Bembo, è noto al largo pubblico come inventore della novella di Giulietta e Romeo, a cui si ispirò il capolavoro di Shakespeare. Ma prima di essere scrittore, poeta e storico fu un giovane e coraggioso capitano di cavalleria che participò alla Guerra di Cambrai. Ferito in battaglia e rimasto parzialmente paralizzato, si dedicò all’attività letteraria. Le Lettere storiche sono la più dettagliata storia della Guerra di Cambrai. Ma ogni lettera realmente scritta o ricevuta dallo storico vicentino fu completamente riscritta una quindicina d’anni dopo i fatti per farne un’opera di narrativa, che è all’origine di un genere di scrittura letteraria molto fortunata. È un’opera concepita come i Commentari di Giulio Cesare o la Storia di Guicciardini, e può servire da guida anche per capire l’arte della guerra e in generale l’età del pieno Rinascimento. Cecil Clough ha ricostruito la redazione originale delle Lettere il cui manoscritto autografo era finito in fondo al mare in seguito all’assalto, da parte dei pirati, della nave che lo trasportava. L’opera è in due volumi: il primo contiene l’introduzione filologica e il testo critico delle Lettere; il secondo è costituito dalla riproduzione anastatica del ricchissimo apparato di note storiche e di un altrettanto copioso indice biografico dei personaggi.

 
Marino Sanudo
Gian Maria Varanini (a cura di)

Itinerario per la Terraferma veneziana
Viella, Roma, 2014

Nella seconda metà del Quattrocento la Repubblica di Venezia era uno degli stati più potenti ed estesi d’Italia: la sua Terraferma comprendeva – dalla Lombardia orientale al Trentino meridionale, dal Veneto al Friuli – città e distretti tra i più ricchi, vivaci e popolosi della pianura padana e delle Alpi. Questi territori sono descritti con straordinaria freschezza nel celebre testo qui riproposto: un diario di viaggio che un testimone d’eccezione, il diciottenne Marino Sanudo (in seguito fra i maggiori storici e cronisti del suo tempo), redasse in volgare nel 1483-1484, dopo aver accompagnato un gruppo di alti magistrati veneziani nel loro tour d’ispezione della Terraferma (inclusa l’Istria) per accogliere le richieste di appello dei sudditi. Si tratta di una testimonianza di particolare interesse non solo storico, ma anche culturale e linguistico: una manifestazione importante della “civiltà” veneziana colta in uno dei momenti più significativi della sua storia. Il volume comprende una serie di saggi introduttivi e il testo critico dell’Itinerario – pubblicato per la prima e unica volta nel 1847 –, accompagnato da un ricco e aggiornatissimo commento di Gian Maria Varanini che dà conto, località per località, degli studi che sono stati condotti negli ultimi decenni.

Edizione critica e commento a cura di Gian Maria Varanini; con saggi di Alfredo Buonopane, Antonio Ciaralli, Michael Knapton, John Law e Gian Maria Varanini.